Viaggio nella Baronia di Carapelle: Storia, Magia e i Borghi Incantati del Gran Sasso
Nel cuore selvaggio dell’Abruzzo, dove le vette maestose del Gran Sasso incontrano altipiani sconfinati, si snoda uno dei territori più affascinanti d’Italia: l’antica Baronia di Carapelle. Un luogo dove il tempo sembra essersi fermato, sospeso tra architetture fortificate, leggende popolari e paesaggi da cartolina.

Rocca Calasccio | Foto di Stefano Candeloro
Una storia scolpita nella pietra: La Baronia di Carapelle
La Baronia di Carapelle ha radici profonde che affondano fin dall’epoca italica, come testimoniano gli antichi insediamenti fortificati del Colle della Battaglia e di Monte delle Croci. Nato storicamente per unire i centri di Castel del Monte, Calascio, Santo Stefano di Sessanio, Castelvecchio Calvisio e Carapelle Calvisio, questo feudo collinare e montano ha vissuto secoli di continue trasformazioni.
Dalla crisi dell’epoca romana si passò al fenomeno medievale dell’incastellamento, spinto dalle incursioni saracene e consolidato dai Normanni. Tra le prime testimonianze scritte figura il celebre Placito del 779 d.C. (conservato nel Chronicon Volturnense), che narra di dispute territoriali in un paesaggio allora dominato da fitti boschi e un’economia di pura sussistenza.
Nel corso dei secoli, la Baronia vide il succedersi di potenti casate nobiliari:
I Conti di Celano (dal 1384);
I Piccolomini (dalla seconda metà del Quattrocento), con Antonio Todeschini Piccolomini;
I Medici (dal 1579 al XVIII secolo), con Francesco I de’ Medici, che donarono un tocco di eleganza rinascimentale ai borghi;
I Borbone, fino all’Unità d’Italia.
Sebbene Barisciano non abbia fatto ufficialmente parte della Baronia, per la sua vicinanza al Tratturo Magno e per i legami strategici con L’Aquila, è da sempre considerato la porta d’accesso naturale a questo comprensorio incantato.
I Borghi del Cammino del Gran Sasso
Castel del Monte: Il paese dei pastori e delle “streghe”
Arroccato a 1.345 metri di altitudine, Castel del Monte accoglie i visitatori con una struttura urbana compattissima, fatta di alte “case-mura”, vicoli stretti e suggestive gallerie coperte chiamate sporti.
Nato dall’antica storia transumante, il borgo è rinomato per le sue tradizioni legate alle leggende di streghe e per la produzione del rinomato pecorino Canestrato, presidio Slow Food

Album “Cammino del Gran Sasso – Tour di Ottobre” | Foto di Stefano Candeloro
Calascio e Rocca Calascio: La fortezza sopra le nuvole
Proseguendo lungo le balze montuose si incontra Calascio e, più in alto a ben 1.464 metri, la maestosa Rocca Calascio. Con la sua torre quadrata centrale e i quattro torrioni cilindrici angolari, la Rocca rappresenta uno dei più spettacolari esempi di architettura militare difensiva d’Europa
Inserita da National Geographic tra i 15 castelli più belli al mondo

Calscio e Rocca Calascio | Foto di Foto_Fox & Stefano Candeloro
Santo Stefano di Sessanio: Il gioiello mediceo
Scendendo verso ovest si giunge a Santo Stefano di Sessanio, una perla architettonica incastonata tra antichi terrazzamenti un tempo coltivati a lenticchie e grani antichi come Solina e Saragolla
Sotto il dominio dei Medici, il borgo si è arricchito di raffinati loggiati, portali scolpiti e della celebre Torre Medicea che domina l’abitato

Santo Stefano di Sessanio | Foto di Mauro Laurenzi & Stefano Candeloro
Barisciano: La Porta del Parco
A chiusura di questo itinerario si trova Barisciano, adagiato tra le praterie dell’altopiano e dominato dall’antico castello-recinto posto a mezza costa. Storicamente snodo fondamentale per i commerci legati alla transumanza e allo zafferano (qui si fissava il prezzo della spezia per tutto l’Abruzzo), Barisciano è considerata la porta d’accesso al Parco
Il suo territorio conserva testimonianze preziose come la Piana delle Locce, caratterizzata da particolari ricoveri agropastorali scavati nella roccia

Album “Cammino del Gran Sasso – Tour di Ottobre” | Foto di Stefano Candeloro




