Sul Cammino del Gran Sasso, ogni tappa è anche un viaggio nella tradizione gastronomica abruzzese
Tra borghi medievali, altopiani e piccoli ristoranti di paese, il Cammino offre l’occasione di assaggiare alcuni dei prodotti più rappresentativi dell’Appennino centrale, molti dei quali sono riconosciuti come Presìdi Slow Food o eccellenze della tradizione agricola abruzzese.

La Taberna di Rocca Calascio, ai piedi della Rocca, dove gustare i sapori autentici del territorio.


Il Ristorante “Da Loredana”, presso l’Hotel Parco del Gran Sasso, accoglie i camminatori al termine della prima tappa.
Il Canestrato di Castel del Monte: il formaggio della transumanza

Il Canestrato di Castel del Monte della famiglia Mucciante, in degustazione da Mariannina Sapori e Tradizioni.
Se c’è un prodotto che racconta il Gran Sasso è il Canestrato di Castel del Monte. Nasce dal latte delle pecore che ancora oggi pascolano durante l’estate sugli immensi prati di Campo Imperatore, seguendo un rito antico: la transumanza.
Il suo sapore cambia con le stagioni perché cambia l’alimentazione degli animali, passando dalle erbe aromatiche dei pascoli d’altura ai prati delle aree più basse. È uno dei prodotti simbolo dell’intero Cammino.
Le lenticchie di Santo Stefano di Sessanio
Piccole, scure e ricchissime di sapore. Le Lenticchie di Santo Stefano di Sessanio, Presidio Slow Food, vengono coltivate oltre i 1.200 metri di quota.
Sono così tenere da non richiedere ammollo e vengono spesso servite come zuppa con olio extravergine, alloro, aglio e, nelle versioni più ricche, con salsiccia o peperoncino. Una ricetta semplice che racconta la cucina contadina di queste montagne.
Lo zafferano dell'Aquila DOP

La raccolta dello zafferano di Navelli, una tradizione antica custodita sulle terre del Gran Sasso.
Pochi sanno che uno degli zafferani più pregiati al mondo nasce proprio alle pendici del Gran Sasso. Lo Zafferano dell’Aquila DOP, coltivato soprattutto sull’Altopiano di Navelli, viene raccolto completamente a mano tra ottobre e novembre.
Lo troverete utilizzato in molti piatti della cucina locale:
- ravioli
- risotti
- paste fresche
- dolci tradizionali
Bastano pochi pistilli per trasformare un piatto in un’esperienza unica.
Gli arrosticini: il simbolo dell'Abruzzo
Non si può parlare di cucina abruzzese senza citare gli arrosticini. Preparati con carne di pecora tagliata a cubetti e cotta rigorosamente alla brace, sono il piatto che più identifica l’Abruzzo nel mondo.
Lungo il Cammino sono presenti in moltissimi ristoranti e rappresentano la cena perfetta dopo una giornata di escursione. Tradizione vuole che si mangino accompagnati da pane casereccio, olio extravergine e un buon bicchiere di Montepulciano d’Abruzzo.
Ravioli ai funghi, tartufo e zafferano
Tra i primi più rappresentativi della zona ci sono i ravioli preparati con ricotta e pecorino, conditi con:
- funghi di montagna
- tartufo
- zafferano dell’Aquila
Un piatto che unisce alcuni degli ingredienti più preziosi del territorio.
Il tartufo del Gran Sasso protagonista nella cucina del Cuore Nero Food & Relax di Santo Stefano di Sessanio.
La cicerchia di Castelvecchio Calvisio

La cicerchia di Castelvecchio Calvisio, antico legume della tradizione contadina del Gran Sasso.
È uno dei legumi più antichi coltivati in Italia. Per molti anni ha rischiato di scomparire, ma oggi è tornata protagonista grazie agli agricoltori locali. Si utilizza soprattutto per preparare zuppe ricche e nutrienti, perfette dopo una giornata di cammino.
Il Marcetto: il formaggio più curioso d'Abruzzo

Il Marcetto di Castel del Monte, un formaggio dal sapore intenso e una delle eccellenze della tradizione abruzzese.
Per chi ama scoprire sapori insoliti esiste il Marcetto di Castel del Monte, chiamato localmente cace fraceche. È un formaggio cremoso, molto piccante, prodotto secondo una tradizione antichissima.
Il suo processo di maturazione lo rende uno dei prodotti più particolari dell’intera gastronomia abruzzese. È decisamente un assaggio per palati curiosi.

