L’origine dell’insediamento risale al VI-VIII secolo, fu possedimento di vari feudatari tra i quali i Carafa, i Di Paola, gli Sciaca, i Rovito e alla fine del ‘500 dei Caracciolo. Sulla collina che sovrasta ad est il centro abitato, si individuano i resti dell’antico castello di Barisciano, sorto presumibilmente su un insediamento precedente. Esso si fa rientrare nella tipologia di castello recinto di crinale o di pendio e si distingue da altri, di analogo impianto, per la distanza dal centro abitato. Porre gli abitati a quote elevate comportava molte difficoltà a causa delle temperature rigide. La posizione in valle, d’altro canto, favoriva l’attività agricola ma non dava garanzie di difesa. La soluzione adottata in questo e in altri centri dell’Altopiano di Navelli, per esempio San Pio delle Camere, Bominaco e Caporciano, è stata quella di creare un insediamento a mezzacosta, generalmente privo di cinta muraria, ed erigere a monte dell’abitato un castello recinto capace di ospitare all’occorrenza l’intera popolazione ed anche gli animali. La posizione dell’antica fortificazione di Barisciano, a cavallo della montagna, aveva la funzione principale di controllare i percorsi viari e i transiti delle greggi della Piana di Navelli, verso est, e quelli del Gran Sasso, verso ovest. 

Il castello di Barisciano veniva a porsi all’imbocco dell’altopiano e permetteva di osservare un’ampia porzione di territorio attraversata dal Tratturo Magno L’Aquila–Foggia; esso si inseriva in un punto intermedio tra le roccaforti di Calascio e Castel del Monte e le zone di Navelli e S. Demetrio, adibite alla produzione di zafferano. Barisciano, nel corso dei secoli, ha assunto un ruolo determinante nel territorio fondato sul felice connubio tra agricoltura e pastorizia, tanto che, il 25 novembre, festa di Santa Caterina d’Alessandria e giorno dedicato a un importante fiera, a Barisciano si fissavano i prezzi dello zafferano, validi in tutto l’Abruzzo.

L’insediamento fortificato ha una pianta quadrangolare, con alcune tracce di strutture interne. Presenta tratti delle mura di cinta e delle torri di fiancheggiamento con pianta a “L”, per aumentare il potere difensivo del recinto. L’insediamento, inoltre, è in forte pendenza e può contare su una difesa naturale a strapiombo sul lato più alto. Il castello di Barisciano fu parte del Comitatus Aquilanum che partecipò alla fondazione della città dell’Aquila e nel 1423 subì il duro assedio di Forte Braccio da Montone. Purtroppo il terribile sisma dell’Aquila del 2009 ha gravemente danneggiato la struttura che era stata definitivamente abbandonata nel XVI secolo. Nel centro abitato sorge la parrocchiale dedicata a San Flaviano del XVII secolo; l’edificio attuale, a tre navate, conserva ancora il campanile che risale alla prima fase costruttiva. Nella parte settentrionale del borgo si trova la Chiesa del Buon Consiglio, detta di Capo di Serra, della prima metà del ‘300;che conserva al suo interno interessantissimi affreschi trecenteschi e sul fianco destro un portale romanico, datato 1372. Nei pressi del cimitero si trova la chiesa tardo rinascimentale di Santa Maria di Valleverde, la cui costruzione è stata ultimata intorno al 1765. A nord del centro urbano, sulla via per Castel del Monte, sorge il convento cinquecentesco di San Colombo con annessa la chiesa rinascimentale di Santa Maria d’Asprino, oggi sede del Centro Floristico del Parco Nazionale del Gran Sasso Laga e di una struttura ricettiva.

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