I Monti che Suonano
Dopo il successo della prima edizione, torna “I
Programma Completo
I Monti che Suonano
Dopo il successo della prima edizione, torna “I Monti che Suonano”, la rassegna che unisce il piacere del cammino alla grande musica dal vivo in alcuni degli scenari più suggestivi del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Un’esperienza unica che accompagna i partecipanti lungo un breve percorso escursionistico fino a raggiungere il luogo del concerto, dove la musica dialoga con il paesaggio e diventa parte integrante dell’esperienza.
Programma
Ritrovo e partenza ore 16:30 – Laghetto di Santo Stefano di Sessanio
Escursione guidata verso la Piana delle Locce, nel territorio di Barisciano, attraversando uno degli ambienti più suggestivi dell’altopiano del Gran Sasso.
Ore 18:30 – Concerto
I Solisti Aquilani Carlo Torlontano – Corno delle Alpi
Al termine dell’evento è prevista una degustazione di prodotti tipici del territorio.
Dati tecnici
Escursione di difficoltà facile. Informazioni dettagliate sul percorso verranno comunicate agli iscritti prima dell’evento.
Attrezzatura consigliata
Scarpe da trekking, abbigliamento comodo adatto alla stagione, acqua, cappello e una giacca leggera per il rientro.
Note
L’evento può subire variazioni o essere annullato in caso di condizioni meteorologiche avverse o per motivi di sicurezza.
Quota di partecipazione
25 € a persona
✔️ COSA È INCLUSO
🧭 Escursione guidata 🎻 Concerto dal vivo 🧀 Degustazione di prodotti locali
INFO E PRENOTAZIONI
Biglietti disponibili su CiaoTickets
Direzione artistica: Maurizio Cocciolito A cura di Antonietta Cerocchi
Data e orario
Luglio 11, 20264:30 pomeriggo/sera - 8:00 pomeriggo/sera(GMT+02:00)Durata 3 Ore 30 Minuti
L’Associazione riconosciuta “Il Cammino del Gran Sasso” nasce come una comunità di operatori del turismo del territorio della più importante cima dell’Appennino.
L’Associazione riconosciuta “Il Cammino del Gran Sasso” nasce come una comunità di operatori del turismo del territorio della più importante cima dell’Appennino.
I soci, tutti operanti nell’ambito dei comuni della cosiddetta Baronia di Carapelle (Castel del Monte, Calascio, Santo Stefano di Sessanio e Barisciano), offrono servizi di accoglienza, ristorazione e servizi per il turismo. Operare su un territorio come quello del Gran Sasso non è mai solo una questione di impresa, ma anche e soprattutto di passione per la montagna e amore del territorio. Da questi sentimenti comuni è nata la voglia e la visione di costruire un Cammino che mostrasse in maniera organica e completa il territorio con un percorso esperienziale che svelasse la natura e la storia dei luoghi.
L’Associazione si propone di essere un punto di riferimento sia per gli operatori del territorio che per tutti coloro che vorranno scoprire il cuore dell’Appennino. I servizi che offriamo coinvolgono tutti gli aspetti dell’esperienza turistica: tra i soci dell’associazione, infatti, emergono 4 strutture ricettive, 4 ristoranti, un’associazione di guide di montagna iscritte al Collegio delle guide alpine, un operatore editoriale enogastronomico e un’associazione di guide turistiche. L’approccio dell’Associazione garantisce un’assistenza professionale che, unita a un profondo amore per il territorio, saprà accogliere i viaggiatori che vorranno esplorare questo angolo d’Abruzzo e lasciarsi permeare da tutta la bellezza del Cammino.
Erano giovani e sognatori: com’è giusto che sia per tutti i giovani, e si impone quando questi sono musicisti. Operavano a Roma e avevano a...
Erano giovani e sognatori: com’è giusto che sia per tutti i giovani, e si impone quando questi sono musicisti. Operavano a Roma e avevano a capo un direttore d’orchestra che era il più sognatore di tutti: Vittorio Antonellini. Tenevano già numerosi e applauditi concerti nei luoghi musicali più prestigiosi della capitale.
Un giorno li ascoltò ammirato Goffredo Petrassi cui un altro sognatore, anzi il principe dei sognatori, Nino Carloni, aveva chiesto di fare dei sondaggi per trovare un complesso da camera disposto a lavorare nell’ambito delle iniziative musicali aquilane.
La Camerata Musicale Romana divenne così I Solisti Aquilani, che debuttarono all’auditorium del Castello Cinquecentesco dell’Aquila il 21 aprile 1968, scrivendo come corollario al nome “Complesso abruzzese da camera della Società aquilana dei concerti”. Quel terribile utopista di Carloni ce l’aveva fatta: iniziava, come diceva “a far fuoco con la propria legna”, in poche parole a produrre la musica, oltre che organizzarla. I Solisti Aquilani nel 1970, insieme all’Orchestra Sinfonica Abruzzese, costituirono le ruote forti dell’ingranaggio, il cui primo motore era stato la “Barattelli”.
A livello locale dunque, con I Solisti Aquilani, nasceva per la prima volta un nucleo di produzione musicale che non soltanto assicurava un grande contributo, in termini di produzione, alla vita musicale aquilana e abruzzese; un mezzo di comunicazione concreto e di confronto con il mondo musicale italiano e internazionale. Se una città come L’Aquila, allora come oggi di circa 60 mila abitanti, oltre a essere a opera della sua Società dei concerti un punto nodale di incontri musicali, di altissimo livello, diveniva sede di un gruppo che produceva ed esportava la musica.
La nascita dei Solisti Aquilani, in ambito nazionale, si inseriva in quel progetto di rivalutazione del patrimonio strumentale italiano sei-settecentesco dimenticato per tutto l’Ottocento e i primi decenni del Novecento, e via via riportato alla luce da più colti interessi musicologici a partire dagli anni ’30 e ’40.
Nel 1968 esistevano già I Solisti Veneti, I Virtuosi di Roma e I Musici, tutti impegnati nei confronti di questo così affascinante e italianissimo repertorio, ma I Solisti Aquilani si caratterizzavano per la loro collocazione geografica essendo essi l’unica struttura del genere nel meridione che realizzava di fatto un modo nuovo di pensare la musica. Un altro motivo di originalità, rispetto alle similari formazioni che già operavano, stava proprio nella vocazione sociale di stretto rapporto con la realtà nella quale intendevano operare.
Proprio agli inizi dell’attività I Solisti a Bologna e dintorni tennero un ciclo di concerti sponsorizzati dalla Buton; al termine ebbero dal conte Sassoli, titolare di uno dei rami della celebre ditta di liquori italiani, la proposta di cambiare sede e nome con un contratto di sponsorizzazione ai tempi molto appetitoso: la risposta fu no. Antonellini e i suoi nella scelta non furono condizionati da sentimentalismi tribali; nessuno era allora abruzzese. Essi erano affascinati dall’idea di progettare un modo nuovo di essere musicisti: non soltanto cioè esecutori, pur abilissimi, quanto piuttosto protagonisti di un’esperienza umana e musicale diversa. L’Aquila e l’Abruzzo offrivano questa stimolante occasione, e questo pareggiava il conto ben pesante delle difficoltà obiettive di creare, mantenere, relazionare col mondo musicale italiano e internazionale un complesso da camera avendo come sede una regione piccola e al tempo non attrezzata per questo modo di fare cultura.
Nati come diretta emanazione della Società aquilana dei concerti Bonaventura Barattelli, essi si costituirono come un’associazione autonoma acquisendo successivamente la forma di una struttura operativa e istituzionale anche grazie al sostegno del ministero per il Turismo e lo spettacolo (l’attuale Ministero della Cultura), della Regione Abruzzo, della Provincia dell’Aquila e del Comune dell’Aquila.
Nel corso degli anni l’associazione è riuscita ad adeguarsi ai cambiamenti mantenendo sempre alta la qualità di quelli che sono gli elementi costitutivi della propria ragione sociale che si identifica per l’appunto nel complesso, da sempre costituito da cavalli di razza.
Direttori artistici
Vittorio Antonellini, fondatore e direttore artistico e musicale fino al 1999
Francesco Sanvitale, direttore artistico dal 1982 al 1997
Franco Mannino, direttore artistico e musicale dal 2000 al 2002
Vittorio Parisi, direttore artistico dal 2003 al 2005
Vincenzo Mariozzi, direttore artistico dal 2006 al 2012
Maurizio Cocciolito, direttore artistico dal 2013
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